APPROFONDIMENTI

Ansia e attacchi di panico

Sperimentare ansia è una sensazione che tutti nella vita quotidiana possiamo provare in alcune occasioni come un esame universitario, un colloquio di lavoro, una serata con persone nuove, una giornata particolarmente importante etc.

Questo tipo di ansia non va “curata” perché parla semplicemente delle nostre emozioni in quel periodo o momento ed è correlata ad uno specifico evento o situazione che poi passerà riportando la serenità dentro di noi.

Quel tipo di ansia non solo non è patologica ma spesso è anche funzionale a mantenere l’attenzione alta perchè tutto vada per il meglio.

Quando l’ansia diventa davvero un problema?

Quando ci limita! Quando non ci permette più di gestire quello che poco prima facevamo senza problemi, quando ci fa preferire chiuderci in casa piuttosto che vivere nuove esperienze, quando ci fa stare in allerta ogni volta che le cose non sono prevedibili e sicure.

Perché si presenta ?

Sembra controintuitivo ma arriva sempre per aiutarci a cambiare strada.

L’ansia fa schifo, è una sensazione orribile e molto invalidante ma se ci fermiamo ad ascoltare quello che ha da dirci, scopriremo che in realtà ci vuole aiutare.

Con i miei pazienti faccio spesso questa similitudine: l’ansia è come l’allarme che suona in casa quando entra un ladro. È un suono forte, fastidioso e che ci mette paura ma ci sta dando un’informazione importante cioè che qualcuno, non autorizzato, sta entrando a casa nostra.

Spegnere l’ansia senza prima capire cosa ci vuole dire, equivarrebbe a neutralizzare il sistema di allarme: meno rumore, niente paura, nessuno che disturba il nostro sonno ma…il ladro sta entrando ugualmente e noi restiamo in pericolo.

Ok ma perché proprio adesso?

L’ansia arriva quando possiamo ascoltarla. Lei sa quando è il momento giusto anche se per noi, quasi certamente, sembra il peggiore in assoluto.

L’ansia è la sensazione di non avere più strumenti a disposizione per affrontare quello che prima era la normalità, di non capire più come comportarsi, di non riconoscersi.

L’ansia è un segnale non una condanna: se ci sediamo ad ascoltarla ci aiuterà a capire cosa dobbiamo cambiare per tornare ad essere sereni, probabilmente più di prima.

Attacco di panico

Fratello gemello dell’ansia ma più irruento e meno prevedibile, capace di invalidare moltissimo ogni azione quotidiana, anche la più semplice.

Chi sperimenta un attacco di panico, riferisce sintomi fisici quali mancanza di aria, tremore, accelerazione cardiaca e sensazione di essere sul punto di morte.

Seppur simile alla sorella ansia, esso è alimentato da se stesso: generalmente la prima volta capita in modo apparentemente improvviso e senza senso, la persona che lo sperimenta viene colta impreparata e si spaventa moltissimo. Non cogliendone il senso e i segnali primitivi, si alimenta la paura che possa capitare in qualsiasi momento e luogo e questa stessa paura porta la persona ad evitare moltissime situazioni e a stare “al sicuro”.

Se da una parte questo meccanismo illude di rischiare di meno, dall’altra rafforza la sensazione di impotenza e imprevedibilità.

Se l’ansia è un allarme, il panico è un posto di blocco: ferma tutta la macchina e costringe ad una revisione completa dei documenti che, nella metafora leggerei come i costrutti con cui fino a quel momento, la persona si è mossa nel mondo.

È un grido forte che richiede di fermarsi e rivedere i piani ma, anche in questo caso, seppur tremendamente brutto e fastidioso, ci sta probabilmente salvando la vita.

Se sei stanco di vivere nell’ansia e nel panico, contattami.