Ho bisogno di uno psicologo? 3 domande per scoprirlo

    Come capire se abbiamo bisogno dello Psicologo?

    Ognuno di noi, quotidianamente, vive dei momenti di difficoltà e qualche volta ci sembrano ostacoli insormontabili. Nonostante questo, non cerchiamo subito uno psicologo perché, fortunatamente, spesso siamo in grado di tirare fuori da soli le nostre personali risorse ed utilizzarle al meglio per risolvere i problemi.

    Ho bisogno di uno psicologo, Ho bisogno di uno psicologo? 3 domande per scoprirlo

    Quando dunque è il caso di contattare un professionista? Quando dunque la risposta alla domanda “Ho Bisogno di uno Psicologo” è affermativa? Per capirlo bastano 3 domande:

    1. È un problema per me?

    Sembra una domanda banale ma non lo è. Facciamo un esempio: supponiamo che il problema riguardi il cibo e il fatto di essere in sovrappeso. Per qualcuno questo potrebbe non essere un problema, potrebbe semplicemente essere legato al piacere di mangiare e stare in compagnia nel farlo. L’essere in sovrappeso potrebbe essere fastidioso ma tuttavia non al centro dei nostri pensieri.
    Al contrario, la stessa situazione per qualcun’altra potrebbe essere un grande problema legato all’immagine di sé e ad uno stile alimentare senza controllo.

     

    Stessa situazione,
    diversi modi di viverla

     

    La prima cosa quindi da chiedersi è se quello che viviamo sia un problema PER NOI, indipendentemente dal fatto che non lo sia per altri o al contrario, che possa sembrare banale ad occhi diversi.

    2. Quanto incide sulla qualità della mia vita?

    Non tutti i problemi richiedono l’intervento di uno psicologo,per fortuna! Grazie alla nostra autostima, desiderio di indipendenza e alle nostre risorse, il più delle volte sappiamo come risolvere le difficoltà.
    Nell’esempio di prima, una persona potrebbe cominciare una dieta, fare sport e distrarsi dedicandosi ad un hobby.
    Altre volte però il problema è talmente invalidante da non riuscire più a capire cosa ci stia succedendo. Ci sentiamo come bloccati in un circolo vizioso da cui vorremmo uscire ma senza sapere come farlo e questa confusione ci rende difficile riconoscere le nostre risorse e metterle in gioco.
    Questo blocco ha spesso delle conseguenze sulla nostra quotidianità e sulle nostre relazioni: nell’esempio di prima, una cena in compagnia o mettersi nudi in un rapporto sessuale potrebbe essere molto invalidante.

    Ecco, questo è il momento di chiedere aiuto.

    3. Quanto sono disposto a spendere?

    Non parliamo ovviamente solo di soldi (fattore comunque da considerare) ma soprattutto di disponibilità a mettersi in gioco, ad impiegare energie e tempo per stare meglio. La psicoterapia in particolare, non può prescindere dalla disponibilità al cambiamento, dall’intenzione di fare cose diverse per ottenere risultati diversi.
    Il desiderio non è da confondersi con la capacità di farlo da soli: se una persona in difficoltà con il proprio corpo non riesce a mantenere una dieta per un tempo sufficiente non vuol dire che non sia disposta a mettersi in gioco e a cambiare.
    L’aiuto di un professionista sarà utile per prendere consapevolezza del significato dell’incostanza nella dieta, dando spazio quindi a nuove possibilità di scelta.

     

    Nella psicologia costruttivista,
    il problema esiste se esiste
    per la persona che lo vive.

     

    Ciascuno di noi ha dentro di se’ tutte le risorse utili per affrontarlo solo che spesso non lo sappiamo. Lavorare a quattro mani con uno psicologo significa cercare di far chiarezza, di prendere consapevolezza e di sperimentare le possibilità che emergono.

    Dott.ssa Marta Cogo